BRUCE MYERS nasce a Manchester nel 1942, frequenta la Royal Accademy of Dramma Art a Londra. Diventa attore della Royal Shakespeare Company fino all’incontro con Peter Brook con il quale è in piena attività da 38 anni lavorando a tutti gli spettacoli del Centre International de Crea-tions Theatrales che Brook dirige a Parigi al Theatre Bouffes du Nord ed effettuando con esso, costan-temente, tournè in tutto il mondo.
Bruce Myers ha diretto workshop in diverse città del mondo, da Rio de Janeiro ad Adelaide, New York, Gerusalemme, Londra, Vienna, Melburne e tante altre. In Italia al Piccolo Teatro di Milano, alla Biennale Teatro di Venezia, a Roma, Ferrara, Torino e Palermo.
Bruce Myers non ha alcuna ambizione pedagogica, il lavoro che svolge nei suoi stage è tutto dedicato alla ricerca della libertà espressiva dell’individuo.
Le TAPPE DI LAVORO sono:
- il training, fisico e vocale, sia individuale che collettivo, in movimento o fermi sul posto;
- gli esercizi di ritmo, di abilità e concentrazione, i giochi di gruppo, improvvisazioni a gruppo e collettive;
- l’analisi del testo: la prima lettura per il ritmo, la seconda per la comprensione, la terza per l’interpretazione con una conseguente piccola messa in scena all’interno del cerchio.
I TEMI FONDAMENTALI PER IL MESTIERE DELL’ATTORE sono:
- il cerchio
- il dettaglio
- l’ascolto, l’improvvisazione
- l’energia
- il suono
- La sensibilità, la naturalezza
- la semplicità
- la sincerità
Sia durante gli esercizi che durante le improvvisazioni, Myers fa sempre disporre tutti gli allievi in cerchio. Tutto ha origine dal cerchio poiché non si tratta solo di uno spazio di lavoro ma anche di uno spazio scenico, tipico del teatro elisabettiano. Nel cerchio non esiste una distinzione tra leader e allievi, il maestro fa parte del gruppo, può vedere tutti ed essere visto da tutti. La circolarità, l’armonia, l’energia del gruppo e l’ascolto. Elemento essenziale per un buon risultato, Myers ribadisce l’importanza dell’ascolto non solo tra gli attori ma anche nei confronti del pubblico, senza il quale non esiste il personaggio e la relazione teatrale.