logo-il-mercante-di-parole

Regia: Andrea Elodie Moretti

Autore: Caterina Ardizzon
Musiche originali dal vivo: Domenico Zucaro
Interpreti: Caterina Ardizzon e Domenico Zucaro
Durata: 55 minuti

“Tutti pensano e sentono nella stessa maniera, solo che l’assenza di parole adeguate può impedire, negli uni o negli altri, la manifestazione di questo o di quel sentimento”

Le parole: quelle che diamo per scontate e quelle che non sappiamo ancora. “Le parole che non conosciamo giacciono dentro di noi, solo che non le abbiamo ancora scoperte.” Per questo esistevano i mercanti di parole, che andavano di città in città, di villaggio, in villaggio, raccoglievano parole qua e là e le portavano a chi ne aveva bisogno. Il Mercante di Parole è uno spettacolo che racconta la vita di uno di questi mercanti, tra la fine degli anni venti e gli inizi del duemila, che si è spinto più in là di tutti gli altri. E’ interessato ai sentimenti degli uomini, sente di condividere emozioni con altri esseri umani, pur non conoscendoli e crede fortemente che “tutti pensano e sentono nella stessa maniera, solo che l’assenza di parole adeguate può impedire, negli uni o negli altri, la manifestazione di questo o di quel sentimento.”
Ecco quindi che il mercante parte in un viaggio alla scoperta di se stesso, e del mondo, attraverso le parole che ama, scopre, vende, compra, regala. Un viaggio di scambio e arricchimento attraverso parole che provengono da tutti i paesi della terra, e di presa di coscienza dei mutamenti socio-culturali che hanno interessato l’ultimo secolo, da un punto di vista originale: le parole.

La storia è raccontata da un’attrice narratrice e un attore musicista i quali interpretano i ruoli dei diversi personaggi incontrati dal mercante durante i suoi viaggi e del mercante stesso.

La narrazione e i dialoghi sono intervallati da momenti di musica e danza. In scena troviamo una donna e un uomo, una valigia e qualche strumento musicale, per accendere l’immaginazione di chi guarda e ascolta.

E’ uno spettacolo con diversi livelli di lettura e può essere rappresentato per un publico sia di bambini che di adulti.

Il progetto
Alla base del progetto c’è una ricerca sul linguaggio e sulle parole che in italiano non esistono, o meglio, che non hanno una traduzione vera e propria, non corrispondono a una parola italiana, ma significano un concetto e spesso necessitano di una lunga spiegazione.
Il progetto, ispirandosi alla figura immaginaria del mercante di parole, parte da un lavoro di esplorazione fatto con i bambini delle scuole elementari durante alcuni laboratori di teatro, raccontando storie legate a parole particolari di altre lingue, come gögotta, schlimazel, ubuntu, utwaain, etc. L’esplorazione prosegue con alcuni ragazzini delle medie, dove, lavorando sulle emozioni, abbiamo cercato insieme di capire che cosa significhino le parole che identificano un’emozione, quindi tutti i sentimenti provati e i modi di esprimere questa emozione agli altri, in un lavoro che tendeva a farci capire che in fondo proviamo tutti le stesse emozioni, anche se a volte le camuffiamo o ci sentiamo diversi dall’altro.
Abbiamo lavorato sulle parole anche durante alcuni workshop con adulti, italiani e stranieri, utilizzando linguaggi diversi, ponendo l’attenzione sul racconto, sulla condivisione, sulle parole legate all’infanzia, sul significato personale e affettivo che ognuno di noi dà a parole comuni, sull’incontro di culture diverse utilizzando come filo conduttore proprio la figura del mercante di parole.
Il lavoro di esplorazione è durato circa un anno, ci ha aiutato a comprendere l’importanza che ha un testo che parla di linguaggio, e ci ha portato sempre di più a dire: questa storia deve essere raccontata!

Il testo
E’ uno spettacolo che affronta il tema della diversità e dell’incontro attraverso il linguaggio, raccontando la storia della figura immaginaria del mercante di parole, che girava il mondo vendendo e comprando parole dai significati più disparati. La scrittura del testo parte dal lavoro di esplorazione, creando situazioni e storie attorno alle varie parole che si succedono, che vengono utilizzate mano a mano in maniere differenti. A volte è prettamente il significato ad interessarci, altre invece il potere evocativo del suono delle parole, altre ancora il come possiamo contestualizzare una parola, e il suo significato, al fine di utilizzarla per lo scopo di cui abbiamo bisogno.